
Il 15 maggio 1948 è una data amara e indimenticabile nella storia della Palestina. La Nakba (“catastrofe”) che ha portato alla creazione dello Stato di Israele è stata sinonimo di umiliazione, espropriazione, morte ed esilio per il popolo palestinese.
Ma più che una tragedia lontana, la Nakba è una ferita aperta. Nei tre quarti di secolo successivi, l’occupazione sionista è diventata sempre più brutale e disumana, con una violenza inversamente proporzionale alla sua legittimità. Negli ultimi mesi, il mondo ha assistito al genocidio nella Striscia di Gaza, mentre il popolo palestinese resiste con dignità e la solidarietà internazionale si rafforza.
E se la Nakba non è finita nel 1948, nemmeno il sionismo è nato con la creazione dello Stato di Israele. In una serie di cinque articoli dal titolo Israele: una storia coloniale, il ricercatore e attivista Raffaele Morgantini ricostruisce le origini storiche del progetto sionista, ripercorrendo le varie tappe della colonizzazione della Palestina.






Ricerca e testo: Raffaele Morgantini. Traduzione: Ricardo Vaz y Raffaele Morgantini. Correzione: Sara Casanova. Illustrazione di copertina: Ingrid Neves. Progetto grafico: Kael Abello.
La solidarietà con la causa palestinese è stata una priorità per la comunità Utopix, soprattutto negli ultimi tempi. Di propria iniziativa o aderendo ad appelli internazionali, gli artisti hanno dato il loro contributo per denunciare il genocidio e rappresentare la resistenza palestinese.
In occasione di un altro anniversario della Nakba, condividiamo con voi una nuova collezione di manifesti realizzati da X artisti di Y Paesi. Vi invitiamo inoltre a consultare l’infografica “La Nakba ieri e oggi” e il saggio “La Palestina e la Nakba senza fine” per saperne di più su questo episodio storico e sulle sue ripercussioni fino ad oggi.
(*) La serie è stata pubblicata originariamente sulla rivista Voix Populaire.




